A volte la vita porta ognuno di noi a dover prendere scelte che potrebbero influenzare lo svolgimento delle proprie passioni. Tuttavia, in alcuni casi, da queste scelte si creano delle possibilità inattese per poter vivere all’interno della propria passione un’esperienza rara e molto formativa.
È il caso di Giovanni De Lucia, venticinquenne Assistente Regionale della Sezione di Voghera, che per lavoro ha avuto la possibilità di vivere a Rotterdam, nei Paesi Bassi, per un anno. Così, dopo aver comunicato il proprio congedo al Comitato Regionale, si è mosso subito alla ricerca di informazioni per il tesseramento all’estero, così da poter continuare ad arbitrare e a svolgere la propria passione.
“Grazie ad alcuni Colleghi che hanno partecipato al progetto di Erasmus Arbitrale in estate”, dice Giovanni, “sono riuscito a mettermi in contatto con alcuni ragazzi olandesi per sapere quali fossero le persone da contattare e le informazioni utili da sapere per poter arbitrare nei Paesi Bassi. l’iter è stato un po’ lento, ma nel giro di qualche mese sono riuscito a tesserarmi e a poter essere designato”.
Appena arrivato in città, Giovanni ha iniziato a vedere alcune partite per ambientarsi al nuovo contesto, essendo già tesserato nell’AIA ha potuto saltare il corso arbitri ricevendo direttamente le direttive aggiornate per gli assistenti e il regolamento associativo da studiare.
“Nei Paesi Bassi non si è divisi in Sezioni e questo inizialmente mi ha messo in difficoltà, non avendo un luogo di riferimento per conoscere i miei nuovi colleghi e non sapendo con chi potermi confrontare per potermi adattare al nuovo contesto. Tuttavia, sono venuto a conoscenza dei centri di allenamento per Arbitri e mi sono iscritto subito a quello di Rotterdam, situato nel centro sportivo dell’Excelsior, potendo così conoscere ed allenarmi con ragazzi che arbitrano sia in contesti provinciali che in Eredivisie, la “Serie A” olandese.
A Dicembre arriva la prima designazione in 1e Klasse, equivalente alla Promozione italiana, nella gara tra AGB 1 e Zouaven 1. Le differenze con l’Italia si evidenziano subito, come racconta Giovanni: “Arrivati al centro sportivo con i colleghi la prima cosa che abbiamo fatto è stata andare nell’ufficio dei dirigenti della squadra ospitante, appoggiare i borsoni in un angolo e sedersi a chiacchierare con loro bevendo un tè. Alla mia reazione stupita, aspettandomi invece di andare subito negli spogliatoi, mi è stato spiegato che nei Paesi Bassi è prassi prima e dopo la gara trovarsi intorno a un tavolo con i dirigenti di entrambe le squadre per stare insieme e chiacchierare”.
“un’altra cosa che mi ha stupito”, aggiunge Giovanni, “è il clima di totale serenità con cui le persone seguono le partite. I terreni di gioco non sono divisi dal pubblico né con reti o cancelli ma con un semplice parapetto di un metro e poco più, con l’ingresso e l’uscita sia nostro che delle squadre che vengono effettuati passando in mezzo ai tifosi. Durante le partite ovviamente si creano delle frizioni date dall’agonismo, ma al fischio finale si va tutti insieme a festeggiare il terzo tempo indipendentemente dal risultato, una cosa che in Italia purtroppo, visti anche i recenti casi di violenza verso gli Arbitri, è quasi inconcepibile”.
Dal punto di vista tecnico, ci sono tante differenze tra i Paesi Bassi e l’Italia: tutta la burocrazia, dal ricevimento della designazione fino alla compilazione del referto, viene gestita tramite l’app ufficiale della Federazione. In questo modo, la terna riceve in anticipo dalle squadre le informazioni sui colori delle divise che verranno usate, il tipo di terreno di gioco ed altre informazioni importanti, le distinte vengono consegnate digitalmente e il referto viene fatto in un minuto a fine partita.
Inoltre, tutte le gare con la terna ufficiale vengono arbitrate usando la bandierina elettronica e in un caso Giovanni ha potuto utilizzare anche la comunicazione via auricolari. “L’uso della bandierina elettronica è sicuramente un fattore molto di sostegno all’arbitro e che semplifica la comunicazione in campo con gli assistenti, rendendo questa possibilità molto formativa per me per quando un giorno potrei raggiungere le categorie nazionali. Alla luce della mia esperienza, penso che sarebbe molto propedeutico in Italia se nei campionati di Eccellenza le terne possono già fare pratica con questo sistema in preparazione al passaggio nel Comitato Nazionale”.
In primavera Giovanni ha potuto partecipare al raduno per Arbitri e Assistenti promosso dalla Federazione Olandese presso il Centro Tecnico Federale di Zeist, utilizzato anche dalla Nazionale maggiore, e visitare la sala VAR e le strutture di formazione all’avanguardia. Inoltre, a fine stagione è stato designato per la semifinale di coppa regionale tra Westlandia e Portugaal, società di 4e Divisie e per la finale playoff di 2.e Klasse tra Zoetermeer e Berkel.
In conclusione, Giovanni riassume così la sua esperienza che terminerà a Luglio, prima di tornare a disposizione del Comitato Regionale dell’AIA: “vivere all’estero di per sé è un’esperienza che apre la mente e che chiunque dovrebbe provare almeno una volta nella vita. Nel contesto arbitrale, ho potuto assistere da vicino a come viene vissuto il calcio e tutto ciò che lo circonda in un altro paese con regole, abitudini e idee diverse. La mia esperienza in Italia mi ha permesso di percepire come nei Paesi Bassi possa essere più facile fare carriera, dati gli standard discreti, il contesto più sereno e il fatto che sia un paese più piccolo rispetto all’Italia, ma ho potuto riconoscere quanto l’impegno e le energie richieste per raggiungere il professionismo siano molto alte. Soprattutto, il messaggio che viene fatto passare dalla KNVB e che ho potuto vivere in prima persona è che con gli sforzi e il duro lavoro chiunque può raggiungere un grande obiettivo indipendentemente dal proprio punto di partenza”.